Chi siamo

Chi siamo

Uno spazio sociale

Grazie all’impegno della Cooperativa Sociale Arcobaleno nasce l’ambizione di voler realizzare un Centro Sportivo polivalente che offra l’opportunità di svolgere attività sportive, ricreative e culturali rivolte a tutti, in un ambiente sicuro, innovativo e sostenibile, un posto che possa essere vissuto come “casa”, spazio di vita, socialità e di incontro.

Visione

Inutile negarlo, nelle nostre città esistono ormai da tempo delle riserve, dei pezzi di territorio assegnati ad alcuni e vietati ad altri. Non si tratta dei “camminamenti” pubblici dove ognuno può ancora andare a passeggiare e guardare le vetrine ma degli spazi interni, quelli vitali che legano le abitazioni e le persone e connotano le une e le altre in categorie e classi come quelle energetiche.

La cooperativa Arcobaleno è cresciuta in un Quartiere che potremmo definire di classe G o giù di lì, Borgo Vittoria, periferia nord di Torino, costretto tra Barriera di Milano, Madonna di Campagna e la Falchera; poco più avanti le Vallette.

In questo territorio la cooperativa si è insediata ormai poco meno di venti anni fa e qui è cresciuta e con essa i suoi lavoratori fragili. Il destino e una fortunata intuizione ci posero, trent’anni or sono, nella terra di mezzo, quella sì virtuosa, tra l’ambiente ed un progetto di economia sociale che col tempo è cresciuto fino a rappresentare una delle sfide più attuali del paradigma della sostenibilità che per necessità ed urgenza si sta cercando di rivoluzionare.

La nostra idea è che non possa esistere alcuna prospettiva di sviluppo durevole se non si impara a coniugare con maggior cura il tema dell’inclusione sociale, sia nei processi produttivi che nei tempi e negli spazi di vita. In questi anni siamo riusciti a dare vita ad una formidabile esperienza che partendo dalla raccolta della carta ci ha permesso di sviluppare le nostre attività nel trattamento dei RAEE, della smaterializzazione dei documenti cartacei attraverso la loro digitalizzazione, della produzione di molecole bioattive da alghe vegetali, passando dalla produzione di fotovoltaico, alle più avanzate ricerche sull’estrazione delle Terre Rare, fino ai brevetti per la biofissazione dell’anidride carbonica con luce artificiale.

In tutti questi anni abbiamo cercato di tenere insieme tutela dell’ambiente, valori di equità e giustizia sociale e riconosciute capacità produttive e di efficienza. È un successo che racconta di mille vite riscattate alla marginalità grazie ad un lavoro modesto, decoroso, utile, stabile.

È partendo da questo sentimento e da un radicato senso di responsabilità che è nata l’idea di impegnarci, per quanto è nelle nostre possibilità, al riscatto di un pezzo della “nostra” periferia, quella su cui insiste la maggior parte delle attività che svolgiamo, il Quartiere Borgo Vittoria.

Borgo Vittoria, quartiere storico della periferia torinese, sede della parrocchia dedicata ad uno dei santi sociali della città, quel San Giuseppe Cafasso chiamato il “Santo della forca” che trattava i suoi impiccati come galantuomini, un quartiere espressione di una significativa parte della marginalità sociale che vive e lavora anche nella nostra cooperativa.

L’intenzione è quella di riqualificare uno spazio abbandonato da anni, degradato e inutilizzato per farne un luogo che sia motivo di vanto e di orgoglio per i residenti, un luogo come quegli altri che si possono trovare nei quartieri eleganti con una offerta di attività che sia rivolta a tutti e di qualità eccellente.

Si è puntato su un Centro Sportivo polivalente che offra l’opportunità di svolgere le attività anche le più esclusive a tutti, in un ambiente decoroso, pulito, sicuro, uno spazio che venga vissuto come “casa”, spazio di vita, di socialità e di incontro. Un luogo che rappresenti per i tanti ragazzi una alternativa alla strada, che offra occasioni di conoscersi e frequentarsi ai molti ragazzi che ci vivono, posto di educazione alla multiculturalità, che inviti chi lo frequenta a prendersene cura, a farlo crescere anche in funzione delle aspettative dei residenti. Ci immaginiamo un luogo dove anziani e donne di ogni provenienza e religione possano partecipare nel rispetto delle diverse culture ed origini, un luogo che offra occasione di riscatto all’intero quartiere.

La sfida è quella di trasferire l’esperienza maturata in trent’anni di lavoro sulla strada alla riqualificazione di uno spazio degradato e farne un’attività sostenibile anche sul piano economico. Intendiamo contribuire al riscatto delle periferie partecipando attivamente al gioco, puntando sulla partecipazione attiva, rimettendo in campo risorse mortificate e marginalizzate.

In questa operazione visionaria ci viene di aiuto l’esperienza che ci ha insegnato ad accompagnarci a professionalità eccellenti, lo abbiamo fatto creando utili sinergie nell’ambito della ricerca scientifica e della sperimentazione sul campo, trasferendone le ricadute sia sul nostro corpo sociale che all’esterno.

Abbiamo piena consapevolezza di quel che siamo ma crediamo nell’aiuto di chi, con professionalità, esperienze e competenze diverse, abbia a cuore il riscatto della nostra città e voglia condividere con noi la speranza di vederla crescere come ci piace sognarla.

Uno spazio sociale

Grazie all’impegno della Cooperativa Sociale Arcobaleno nasce l’ambizione di voler realizzare un Centro Sportivo polivalente che offra l’opportunità di svolgere attività sportive, ricreative e culturali rivolte a tutti, in un ambiente sicuro, innovativo e sostenibile, un posto che possa essere vissuto come “casa”, spazio di vita, socialità e di incontro.

Visione

Inutile negarlo, nelle nostre città esistono ormai da tempo delle riserve, dei pezzi di territorio assegnati ad alcuni e vietati ad altri. Non si tratta dei “camminamenti” pubblici dove ognuno può ancora andare a passeggiare e guardare le vetrine ma degli spazi interni, quelli vitali che legano le abitazioni e le persone e connotano le une e le altre in categorie e classi come quelle energetiche.

La cooperativa Arcobaleno è cresciuta in un Quartiere che potremmo definire di classe G o giù di lì, Borgo Vittoria, periferia nord di Torino, costretto tra Barriera di Milano, Madonna di Campagna e la Falchera; poco più avanti le Vallette.

In questo territorio la cooperativa si è insediata ormai poco meno di venti anni fa e qui è cresciuta e con essa i suoi lavoratori fragili. Il destino e una fortunata intuizione ci posero, trent’anni or sono, nella terra di mezzo, quella sì virtuosa, tra l’ambiente ed un progetto di economia sociale che col tempo è cresciuto fino a rappresentare una delle sfide più attuali del paradigma della sostenibilità che per necessità ed urgenza si sta cercando di rivoluzionare.

La nostra idea è che non possa esistere alcuna prospettiva di sviluppo durevole se non si impara a coniugare con maggior cura il tema dell’inclusione sociale, sia nei processi produttivi che nei tempi e negli spazi di vita. In questi anni siamo riusciti a dare vita ad una formidabile esperienza che partendo dalla raccolta della carta ci ha permesso di sviluppare le nostre attività nel trattamento dei RAEE, della smaterializzazione dei documenti cartacei attraverso la loro digitalizzazione, della produzione di molecole bioattive da alghe vegetali, passando dalla produzione di fotovoltaico, alle più avanzate ricerche sull’estrazione delle Terre Rare, fino ai brevetti per la biofissazione dell’anidride carbonica con luce artificiale.

In tutti questi anni abbiamo cercato di tenere insieme tutela dell’ambiente, valori di equità e giustizia sociale e riconosciute capacità produttive e di efficienza. È un successo che racconta di mille vite riscattate alla marginalità grazie ad un lavoro modesto, decoroso, utile, stabile.

È partendo da questo sentimento e da un radicato senso di responsabilità che è nata l’idea di impegnarci, per quanto è nelle nostre possibilità, al riscatto di un pezzo della “nostra” periferia, quella su cui insiste la maggior parte delle attività che svolgiamo, il Quartiere Borgo Vittoria.

Borgo Vittoria, quartiere storico della periferia torinese, sede della parrocchia dedicata ad uno dei santi sociali della città, quel San Giuseppe Cafasso chiamato il “Santo della forca” che trattava i suoi impiccati come galantuomini, un quartiere espressione di una significativa parte della marginalità sociale che vive e lavora anche nella nostra cooperativa.

L’intenzione è quella di riqualificare uno spazio abbandonato da anni, degradato e inutilizzato per farne un luogo che sia motivo di vanto e di orgoglio per i residenti, un luogo come quegli altri che si possono trovare nei quartieri eleganti con una offerta di attività che sia rivolta a tutti e di qualità eccellente.

Si è puntato su un Centro Sportivo polivalente che offra l’opportunità di svolgere le attività anche le più esclusive a tutti, in un ambiente decoroso, pulito, sicuro, uno spazio che venga vissuto come “casa”, spazio di vita, di socialità e di incontro. Un luogo che rappresenti per i tanti ragazzi una alternativa alla strada, che offra occasioni di conoscersi e frequentarsi ai molti ragazzi che ci vivono, posto di educazione alla multiculturalità, che inviti chi lo frequenta a prendersene cura, a farlo crescere anche in funzione delle aspettative dei residenti. Ci immaginiamo un luogo dove anziani e donne di ogni provenienza e religione possano partecipare nel rispetto delle diverse culture ed origini, un luogo che offra occasione di riscatto all’intero quartiere.

La sfida è quella di trasferire l’esperienza maturata in trent’anni di lavoro sulla strada alla riqualificazione di uno spazio degradato e farne un’attività sostenibile anche sul piano economico. Intendiamo contribuire al riscatto delle periferie partecipando attivamente al gioco, puntando sulla partecipazione attiva, rimettendo in campo risorse mortificate e marginalizzate.

In questa operazione visionaria ci viene di aiuto l’esperienza che ci ha insegnato ad accompagnarci a professionalità eccellenti, lo abbiamo fatto creando utili sinergie nell’ambito della ricerca scientifica e della sperimentazione sul campo, trasferendone le ricadute sia sul nostro corpo sociale che all’esterno.

Abbiamo piena consapevolezza di quel che siamo ma crediamo nell’aiuto di chi, con professionalità, esperienze e competenze diverse, abbia a cuore il riscatto della nostra città e voglia condividere con noi la speranza di vederla crescere come ci piace sognarla.

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